Il dito alzato.

Per lungo tempo il gesto del "dito alzato", con cui Leonardo raffigura diversi suoi soggetti, è stato interpretato come la volontà di indicare il cielo, la luce, perfino Dio. 

Ma secondo la mia analisi rappresenterebbe la chiave per decifrare un codice segreto che il maestro ha sapientemente legato a una tecnica ottica ben precisa.

​Alzando il nostro dito tra noi e un'opera si crea infatti un punto di riferimento secondario, determinato dalla posizione del dito, che potrà così essere utilizzato come una "manovella" di regolazione ottica.

​Mettendo a fuoco il dito e avvicinandolo o allontanandolo dal proprio sguardo si avrà modo di "incrociare" più o meno gli occhi, verso il punto osservato.

L'immagine apparirà così con caratteristiche di profondità ed è questa osservazione che ci permette normalmente di stabilire la reale distanza dall'oggetto osservato.

Questo fenomeno è legato alla visione binoculare. Infatti le immagini provenienti dai due occhi, leggermente distanti l'uno dall'altro, si fondono nel cervello che produce una terza immagine risultante.

Ma... cosa accade allo sfondo osservato?

E' questo l'interrogativo che, a mio avviso, colpì l'attenzione di Leonardo, portandolo alla creazione di un metodo atto a celare nei propri capolavori immagini non individuabili ad una prima osservazione.

Lo sfondo retrostante verrà osservato "sfuocato" e "sovrapposto" a se stesso, generando delle immagini che nell'osservazione della realtà non hanno nulla da nascondere ma... se dietro il nostro dito ci fosse un'opera di Leonardo come sfondo potremmo notare che ogni particolare disegnato dall'autore assumerebbe un'importanza fondamentale e che alcuni elementi sembrerebbero utilizzati come chiavi di un allineamento che condurrebbe ad una osservazione consapevole e differente.

Questo è dunque il metodo utilizzato da Leonardo per celare altri messaggi che sono legati al suo credo, alla sua personalità e probabilmente alle sue conoscenze in merito a temi che ancor'oggi si dibattono in tutto il mondo.

L'utilizzo di tale metodo era l'unico modo per tramandare ai posteri il suo vero pensiero, che sarebbe stato condannato altrimenti, data l'imposizione culturale e religiosa del rinascimento.

La genialità di Leonardo ha trovato dunque il modo per continuare a raccontarci di sè anche dopo più di 500 anni, mostrando un lato del suo estro artistico che risultava essere sconosciuto, riuscendo a varcare anche i limiti imposti dal tempo.

Un'ulteriore conferma della spropositata intelligenza e genialità di Leonardo da Vinci.

SempreAldo Giordano