La Scoperta - Correlazione di due opere

In questo disegno Leonardo raffigura la sant'Anna con la Madonna e il bambin Gesù.

A prima vista appare un'opera contorta, piena di grovigli di curve e linee che non definiscono bene i contorni delle figure, ma una cosa che di sicuro si può notare è il gesto del dito alzato, che in questo caso viene legato alla figura della sant'Anna.

Ella infatti sembra abbracciare la Madonna col braccio destro, che termina con la mano stilizzata col dito alzato.

Un chiaro indizio lasciato volutamente dall'autore che ci spinge a ricercare un messaggio secondario all'interno dell'opera osservata.

Il percorso da seguire dunque deve essere legato al metodo del "Dito alzato".

Solo osservando, conoscendo questo metodo, riusciremo a scorgere altre immagini che saranno state celate all'interno del capolavoro.

Ma per poter parlare di un codice bisognerà trovare gli elementi per codificarlo, capendoli e identificandoli come tali...

Nello sdoppiare le immagini e nel sovrapporle a loro stesse abbiamo bisogno di sapere a che punto fermarci per osservare il messaggio secondario insito nell'opera.

Osservando la parte bassa del disegno si possono scorgere due tratti che a prima vista non sembrano avere alcun significato ma che diventano fondamentali per la lettura secondaria dell'opera.

Nel sovrapporla a se stessa infatti dovremo fermarci nel punto in cui il tratto a sinistra sia perfettamente coincidente col tratto a destra, sovrapponendoli l'un l'altro.

Solo allora, solo in quel preciso punto, si potrà aver accesso all'immagine celata da Leonardo.

Un vero e proprio codice da decriptare, che mostrerà qualcosa che Leonardo stesso avrà concepito come un segreto, come informazione riservata a pochi: ai soli pochi conoscitori del metodo per estrapolare dai suoi capolavori altre informazioni riservate...

​Fermandoci esattamente in questo punto di sovrapposizione dei due tratti, scorgiamo in basso una figura che riporta inconfutabilmente alla figura centrale del Cristo dell'Ultima cena: stessa figura "triangolare", stessa apertura delle braccia, stessa inclinazione del capo verso la sua sinistra...

Sembra quindi che il messaggio celato in quest'opera abbia a che fare col famoso cenacolo vinciano, infatti si notano altri particolari che riportano all'affresco: una mano che inpugna un coltello in basso a sinistra, ad esempio, gesto attribuito da sempre all'apostolo Pietro.

Ma la cosa più strana risulta essere una sorta di calice raffigurato sopra il capo di Cristo, come se Leonardo volesse indurre alla ricerca del famigerato "Graal" all'interno dell'Ultima cena.

Trovando il calice dunque avremo i due elementi da congiungere nella nostra sovrapposizione legata al metodo del "Dito alzato" e, anche nell'affresco del cenacolo, avremo modo di osservare altri particolari celati dall'autore.

Un vero e proprio percorso da seguire per arrivare a svelare i segreti legati all'affresco più discusso della storia dell'Arte...

Ecco il particolare dell'immagine celata da Leonardo: si nota chiaramente la figura del Cristo centrale con sopra il capo il calice. 

​Ma se si osserva con attenzione si può scorgere anche alla sua sinistra una sorta di pentagramma con delle note sopra, come se Leonardo volesse indurci a indagare in merito e ricercare nell'affrersco anche una musica celata tra le pennellate, un'altro mistero legato ad uno dei più affascinanti capolavori del genio toscano.

Inoltre osservando in basso a sinistra dell'osservatore si possono scorgere delle lettere puntate: "C.d.V.", probabilmente un riferimento al Codice da Vinci lasciatoci dallo stesso Leonardo.

E per finire alla destra del capo di Cristo sembra esserci una figura femminile, col capo coperto e seduta in posizione d'attesa...

Forse un'attesa durata più di 500 anni.

Sembra dunque chiaro il messaggio celato all'interno di questo disegno: la risoluzione dell'enigma insito nell'ultima cena.

Per comprendere e osservare in maniera consapevole, cercando di capire cosa volesse comunicarci Leonardo è adesso necessario esaminare l'affresco con queste nuove chiavi di lettura e aspettare che i misteri si svelino ai nostri occhi e ai nostri sguardi ormai consapevoli...

Osservando l'affresco di Milano, con questa nuova consapevolezza del codice leonardesco, ci rendiamo subito conto che il tanto misterioso calice, non presente sulla tavola, assume un valore simbolico: è la chiave di volta per la risoluzione dell'enigma "Ultima cena", pensato da Leonardo come una sorta di rebus da risolvere, con lo scopo di poter notare altro che altrimenti rimarrebbe nascosto sapientemente tra le pennellate.

Osservando alla sinistra del tavolo, scorgiamo un'immagine di calice, perfettamente in linea colla sommità del capo di Cristo.

Basterà sdoppiare l'immagine e sovrapporla a se stessa fino al punto di congiungimento dei due elementi (Cristo e il calice) per osservare il segreto dell'Ultima cena...

Ed ecco cosa accade se leggiamo l'opera con l'applicazione del metodo ottico inventato da Leonardo: il varco lasciato tra Gesù e l'apostolo alla sua destra sembra essere dedicato volutamente ad una proiezione. 

Infatti nel punto di sovrapposizione in cui il calice viene portato sopra la testa del Cristo appare, in quel varco, una figura in secondo piano, raffigurata con delle proporzioni perfettamente rispettate secondo la scena.

Un "Tredicesimo apostolo" che si sta allontanando dalla sala e sembra in procinto di uscire.

In linea col vangelo di Giovanni nella frase riferita a Giuda Iscariota: "preso il boccone egli subito uscì".

Sembra che Leonardo abbia dato molta importanza a questa frase, fondando su di essa la costruzione di questo"pluridimensionale" capolavoro.

La figura svelata infatti, riferibile quindi a Giuda Iscariota, giustifica la possibilità che accanto al Cristo sia presente una figura femminile, perchè in questo caso gli apostoli sarebbero comunque dodici, più accanto al Cristo centrale questa donna misteriosa. Il calice avrebbe un significato rivelatore: l'indizio per mostrare una seconda lettura dell'opera leonardesca...

In effetti, osservando la figura alla destra del Cristo, tutto lascia supporre che l'autore avesse voluto raffigurare una donna, non un uomo come per anni si è pensato.

Il vero segreto del cenacolo sembra dunque "la volontà di Leonardo di raffigurare una Donna accanto al Cristo", ma vuole essere anche un modo per rendere un'opera bidimensionale contenitore di due fotogrammi: il primo in cui il Cristo dichiara "uno di voi mi tradirà" ed il secondo in cui l'immagine svelata mostra il traditore che sta uscendo dalla sala: la domanda e la risposta, in un'unica meravigliosa opera.

Leonardo, dunque, ci ha soltanto mostrato le sue grandi capacità di applicazione della scienza ottica all'Arte o voleva comunicare qualcos'altro, in merito alle sue conoscenze su indicibili segreti del tempo?

Qualunque sia la risposta, la genialità di Leonardo da Vinci rimane ancor oggi tutta da esplorare, da comprendere e da rispettare, per rendere omaggio a questo immenso, unico e ineguagliabile Artista.

Dal "Trattato della Pittura":

 

Come si debbono figurare le donne. 

 

         Le donne si debbono figurare con atti vergognosi,

            le gambe insieme strette,

            le braccia raccolte insieme,

            teste basse e piegate in traverso. 

 

                                           Leonardo da Vinci

SempreAldo Giordano